Recensione! Dieci cose che ho imparato da Jessica Fletcher, A. Guerra

Eccoci di nuovo qui con le recensioni! Sono mancate anche a me, tranquilli. 

Dieci cose che ho imparato da Jessica Fletcher, Alice Guerra
Anno: 2024
Casa editrice: Rizzoli
Trama: 
Luigino, novantenne di Mestre che vive in compagnia delle sue galline, una mattina sparisce senza lasciare traccia. Un riluttante commissario siciliano, che odia il Veneto e sogna il trasferimento, sarà costretto a farsi carico delle indagini, ma la vera investigatrice - caparbia e inarrestabile come la sua mentore Jessica Fletcher - sarà una ragazza che si autoproclama "l'influencer di Mestre" e che non smette di ficcare il naso al bar, alle poste, al gingerino pomeridiano delle amiche della zia e, soprattutto, all'interno della stessa casa di Luigino.
Guidata dai principi e dagli insegnamenti della sua adoratissima Signora in giallo - tra "Anche la tua amica può essere un'assassina", "Se qualcosa non torna, è meglio ficcare il naso" e "Chi ha bisogno di dimostrare il proprio valore non vale poi molto" - della quale non perde una puntata, Alice inizia a scoprire qualcosa di più sulla vita e sul mondo di Luigino, che sotto molti aspetti sono simili ai suoi.
Tra colazioni al bar per carpire informazioni ai vecioti di Mestre, goffi pedinamenti e scelte coraggiose (sul filo della legalità), Alice ci racconta anche un po' di sé: del disturbo d'ansia generalizzata di cui soffre, di come ha fatto in qualche modo i conti con questa realtà, di anni trascorsi a rincorrere le cose sbagliate e delle sue relazioni amorose disfunzionali.
Recensione: Ho iniziato questo libro con la mia nonna ma l'ho purtroppo finito da sola perché, nel frattempo, lei è venuta a mancare. È una lettura leggera e divertente, ovviamente con tanto veneto dentro. Non so se seguite Alice Guerra sui social ma è stata una delle prime influencer venete che parlavano in dialetto e io la seguo per quello e anche perché è disagiata (devo seguire miei simili d'altronde). Amando tantissimo il dialetto veneto, per me questo libro è stato piacevolissimo. Non è magari la storia meglio scritta di tutte le pubblicazioni italiane ma è un romanzo che fa quello che deve fare: ridere e distrarre dallo schifo che vediamo fuori dalle sue pagine. Ci sono buchi di trama o cose veramente assurde ma ho sorvolato perché sapevo che non sarebbe stata una lettura impegnativa e a volte abbiamo bisogno di libri leggeri. Anzi, la nonna mi aveva fatto prendere anche il secondo quindi, presto, avrete anche la recensione di quello.
Ovviamente, per chi non capisce il dialetto veneto, ci sono le traduzioni ma mi rendo conto che potrebbe non convincere chi non ha mai avuto contatto con la cultura di questa zona d'Italia. La mia idea è che dovreste dargli una possibilità, farvi coinvolgere dalla scomparsa di Luigino e dalla autoproclamata detective di Mestre. 
Voto: 4/5

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