Recensione! Guerre in famiglia, J. Spinelli
Oggi vi parlo di un libro per ragazzi che esiste ma molto più tempo rispetto a me, eppure era molto famoso quando andavo alle medie. L'ho letto solo ora che sono adulta e ve ne parlo.
Guerre in famiglia, Jerry Spinelli
Tradotto da Alberto Rebori
Edizione del 2010, pubblicazione del 1984
Casa editrice: Mondadori
Collana: Oscar Junior
Trama: Lui è innamorato e passa buona parte del suo tempo a farsi bello, mentre lei pensa solo allo sport. Anche se sono fratello e sorella, Megin e Greg non potrebbero essere più diversi, e tra loro non tarda a scoppiare una guerra all'ultimo, perfido scherzo, sotto lo sguardo disincantato del fratellino più piccolo. Ma in poco tempo la situazione precipita.
Recensione: Ho voluto recuperare questo libro perché da piccola mi piacevano i romanzi di questo autore. La prima metà non mi ha convinto troppo: Non capivo (e, onestamente, non capisco neanche ora) la lotta tra Greg e Megin, che sono due personaggi a dir poco particolari. Greg sembra pieno di sé e interessato solo a migliorarsi fisicamente ma, in realtà, è molto insicuro e fa di tutto per conquistare una ragazza. Megin sembra spocchiosa e antipatica ma solo da metà del libro in poi si capisce che c'è molto di più. Tra i due, lei è stata il personaggio che ho preferito. Le piace mantenere la sua identità, senza seguire la massa. Con lei esce un argomento che ho amato tantissimo, proprio perché è un qualcosa che per me è molto importante: l'idea di considerare famiglia chi non lo è biologicamente o legalmente. Quindi, sotto questa maschera da ragazzina fastidiosa, ci sono tanti sentimenti e anche della dolcezza, che però non escono con il fratello maggiore.
In generale, il libro parla tanto di relazioni: tra amici, con la persona per cui i personaggi hanno una cotta, con la famiglia, con chi sembra famiglia anche senza esserlo, e così dicendo. L'argomento principale è sicuramente il rapporto tra fratelli ma ci sono anche argomenti marginali che possono portare una riflessione, come il lutto in età adolescenziale. La seconda metà mi è piaciuta molto di più.
Sicuramente l'avrei apprezzato di più leggendolo a 12/13 anni ma è stata una lettura carina.
Voto: 3/5
Tradotto da Alberto Rebori
Edizione del 2010, pubblicazione del 1984
Casa editrice: Mondadori
Collana: Oscar Junior
Trama: Lui è innamorato e passa buona parte del suo tempo a farsi bello, mentre lei pensa solo allo sport. Anche se sono fratello e sorella, Megin e Greg non potrebbero essere più diversi, e tra loro non tarda a scoppiare una guerra all'ultimo, perfido scherzo, sotto lo sguardo disincantato del fratellino più piccolo. Ma in poco tempo la situazione precipita.
Recensione: Ho voluto recuperare questo libro perché da piccola mi piacevano i romanzi di questo autore. La prima metà non mi ha convinto troppo: Non capivo (e, onestamente, non capisco neanche ora) la lotta tra Greg e Megin, che sono due personaggi a dir poco particolari. Greg sembra pieno di sé e interessato solo a migliorarsi fisicamente ma, in realtà, è molto insicuro e fa di tutto per conquistare una ragazza. Megin sembra spocchiosa e antipatica ma solo da metà del libro in poi si capisce che c'è molto di più. Tra i due, lei è stata il personaggio che ho preferito. Le piace mantenere la sua identità, senza seguire la massa. Con lei esce un argomento che ho amato tantissimo, proprio perché è un qualcosa che per me è molto importante: l'idea di considerare famiglia chi non lo è biologicamente o legalmente. Quindi, sotto questa maschera da ragazzina fastidiosa, ci sono tanti sentimenti e anche della dolcezza, che però non escono con il fratello maggiore.
In generale, il libro parla tanto di relazioni: tra amici, con la persona per cui i personaggi hanno una cotta, con la famiglia, con chi sembra famiglia anche senza esserlo, e così dicendo. L'argomento principale è sicuramente il rapporto tra fratelli ma ci sono anche argomenti marginali che possono portare una riflessione, come il lutto in età adolescenziale. La seconda metà mi è piaciuta molto di più.
Sicuramente l'avrei apprezzato di più leggendolo a 12/13 anni ma è stata una lettura carina.
Voto: 3/5

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