Recensione! Romeo e Giulietta 1949, F. Guccini
Ho letto questo libro grazie al club che ho iniziato a frequentare alla fine del mese di aprile. E ora ve lo consiglio, parlandovi un po' di tutto.
Romeo e Giulietta 1949, Francesco Guccini
Anno: 2025
Casa editrice: Giunti
Trama: Emilia, 1949. La guerra è finita, anche Francesco ha finito le elementari e la mamma decide di portarlo in visita agli zii di pianura, che lui quasi non conosce avendo trascorso i suoi primi anni in montagna. Lungo una linea ferroviaria che conduce a luoghi misteriosi e affascinanti – la "Modena-Suzzara-Mantova" – madre e figlio giungono in una piccola città ornata da una piazza dai lunghi portici e addirittura da un castello.
Voto: 3,5/5
Anno: 2025
Casa editrice: Giunti
Trama: Emilia, 1949. La guerra è finita, anche Francesco ha finito le elementari e la mamma decide di portarlo in visita agli zii di pianura, che lui quasi non conosce avendo trascorso i suoi primi anni in montagna. Lungo una linea ferroviaria che conduce a luoghi misteriosi e affascinanti – la "Modena-Suzzara-Mantova" – madre e figlio giungono in una piccola città ornata da una piazza dai lunghi portici e addirittura da un castello.
Qui Francesco, abituato alle scorribande sul fiume e nei boschi, scopre con sbigottimento che invece i suoi parenti abitano in un condominio dotato di moderne comodità ma anche di insospettabili insidie. Come quella incarnata dai dirimpettai comunisti, guardati con sospetto dallo zio Camillo, che milita per la Democrazia Cristiana di Alcide De Gasperi, reduce dalla grande vittoria alle prime elezioni libere del 18 e 19 aprile 1948.
La vita di città è poco interessante, gli adulti sembrano intenti solo a lavorare, andare a messa e parlare di politica, fino a che non accadono due al piano terra arriva una nuova famiglia che pare non abbia rinnegato il proprio passato fascista. E, esplorando le soffitte, Francesco sorprende due inquilini intenti in un'attività sovversiva.
Recensione: Questo breve romanzo, scritto con un font grande ma con un prezzo pari a quello di un libro del triplo delle pagine, è ispirato ai ricordi d'infanzia dell'autore che, essendo anche cantautore, usa parole che sono decisamente coerenti con il contesto storico. Siamo nel secondo Dopoguerra e Guccini, modenese come me, mi ha portata in una città che conosco ma in un periodo in cui la mentalità era diversa e gli usi anche. Mi ha colpito molto ma per me c'è un problema che non posso ignorare. Questo racconto poteva diventare un ottimo romanzo, anche solo approfondendo alcune parti: la questione politica, le storie dei vicini... Ciò che stava attorno alle zie del protagonista. È l'unica cosa che penso non vada bene in questo libro (prezzo a parte che si può evitare, andando in biblioteca!). Del resto è stata una buona compagnia, anche se per troppo poco. Voto: 3,5/5

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