Recensione! L'arminuta, D. Di Pietrantonio
Oggi vi parlo di un libro che pensavo avessero letto tutti tranne me. Poi l'ho letto e sono stata malissimo.
L'arminuta, Donatella Di Pietrantonio
Anno: 2017
Casa editrice: Einaudi
Collana: Super ET
Trama: La protagonista, con una valigia in mano e una sacca di scarpe nell’altra, suona a una porta sconosciuta. Ad aprirle, sua sorella Adriana, gli occhi stropicciati, le trecce sfatte: non si sono mai viste prima. Inizia così questa storia dirompente e ammaliatrice: con una ragazzina che da un giorno all’altro perde tutto – una casa confortevole, le amiche più care, l’affetto incondizionato dei genitori. O meglio, di quelli che credeva i suoi genitori. Per «l’Arminuta» (la ritornata), come la chiamano i compagni, comincia una nuova vita.
Recensione: Questo libro ha vinto anche dei premi eppure l'ho letto solo a maggio di quest'anno. Mi aspettavo qualcosa di più in termine di pagine: cioè, lo so che l'ho comprato io ma, a volte, anche i libri che sembrano corti potrebbero essere pieni di eventi o dialoghi. Questo era pieno di dolore. Veramente, s c'è qualcosa per cui ricorderò questo romanzo è per il dolore che provavo per la protagonista. L'intera storia, di cui noi seguiamo un anno o poco più, mi è sembrata talmente traumatica che non riuscivo a spiegarmi come fosse possibile concepire anche solo l'idea di situazioni simili. Eppure, temo che sia più vicino alla realtà di tanti altri libri che leggo. Ho amato la protagonista, con il suo dolore e i suoi 13/14 anni. Anche Adriana mi ha colpito molto, forse un po' meno Vincenzo. I genitori, quelli biologici e quelli che l'hanno cresciuta, mi hanno colpito entrambi in modo negativo. Penso sicuramente che ci sia una base di trauma generazionale che li muove ma non sono veramente riuscita ad accettare le azioni di nessuno di loro. Dal dolore che il libro mi ha trasmesso, è nata anche la rabbia nei confronti di chi dovrebbe essere maturo e si ritrova a essere solo capace di ferire dei ragazzini. Consiglio questo libro nonostante queste emozioni? Certo, e io stessa leggerò altro di questa autrice, altro di questo mondo (il volume è il primo di una saga familiare) ma con una consapevolezza diversa.
Lo stile narrativo mi è piaciuto molto: l'ho veramente divorato! Mi pento solo di essere arrivata a leggerlo dopo tanti anni dalla sua pubblicazione.
Voto: 4/5
Anno: 2017
Casa editrice: Einaudi
Collana: Super ET
Trama: La protagonista, con una valigia in mano e una sacca di scarpe nell’altra, suona a una porta sconosciuta. Ad aprirle, sua sorella Adriana, gli occhi stropicciati, le trecce sfatte: non si sono mai viste prima. Inizia così questa storia dirompente e ammaliatrice: con una ragazzina che da un giorno all’altro perde tutto – una casa confortevole, le amiche più care, l’affetto incondizionato dei genitori. O meglio, di quelli che credeva i suoi genitori. Per «l’Arminuta» (la ritornata), come la chiamano i compagni, comincia una nuova vita.
Recensione: Questo libro ha vinto anche dei premi eppure l'ho letto solo a maggio di quest'anno. Mi aspettavo qualcosa di più in termine di pagine: cioè, lo so che l'ho comprato io ma, a volte, anche i libri che sembrano corti potrebbero essere pieni di eventi o dialoghi. Questo era pieno di dolore. Veramente, s c'è qualcosa per cui ricorderò questo romanzo è per il dolore che provavo per la protagonista. L'intera storia, di cui noi seguiamo un anno o poco più, mi è sembrata talmente traumatica che non riuscivo a spiegarmi come fosse possibile concepire anche solo l'idea di situazioni simili. Eppure, temo che sia più vicino alla realtà di tanti altri libri che leggo. Ho amato la protagonista, con il suo dolore e i suoi 13/14 anni. Anche Adriana mi ha colpito molto, forse un po' meno Vincenzo. I genitori, quelli biologici e quelli che l'hanno cresciuta, mi hanno colpito entrambi in modo negativo. Penso sicuramente che ci sia una base di trauma generazionale che li muove ma non sono veramente riuscita ad accettare le azioni di nessuno di loro. Dal dolore che il libro mi ha trasmesso, è nata anche la rabbia nei confronti di chi dovrebbe essere maturo e si ritrova a essere solo capace di ferire dei ragazzini. Consiglio questo libro nonostante queste emozioni? Certo, e io stessa leggerò altro di questa autrice, altro di questo mondo (il volume è il primo di una saga familiare) ma con una consapevolezza diversa.
Lo stile narrativo mi è piaciuto molto: l'ho veramente divorato! Mi pento solo di essere arrivata a leggerlo dopo tanti anni dalla sua pubblicazione.
Voto: 4/5
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